Il brand di eco-design fondato da Paolo Ferrari ha presentato a Pitti Immagine la collezione AI 23/24: Reinventing The Black

Borse da viaggio, zaini, clutch, ma anche esclusivi complementi d’arredo, riconducibili a un progetto che coniuga design, funzionalità ed estetica, attraverso una filosofia creativa e responsabile, in linea con il gusto contemporaneo e con i temi più attuali del vivere quotidiano. 

Accessori iconici che esprimono uno stile di vita ispirato ai valori di rispetto e sensibilità nei confronti delle persone e dell’ambiente, inscindibilmente connessi l’uno all’altro. Le creazioni 959 Ninefivenine sono infatti concepite per durare nel tempo, rispettando il pianeta ma anche tutti i soggetti coinvolti nella filiera produttiva, garantendo condizioni di lavoro sicure ed eque ed utilizzando materiali derivanti da fibre tessili naturali oppure materiali sintetici riciclati.

Borse declinate nei modelli weekender, backpack, pochette e shopping, e oggetti di design, pensati sia per l’uomo che per la donna, in un’ottica genderless e timeless, che si adatta a tutte le personalità, spingendosi ben oltre le tendenze effimere del momento. 

Chi è Paolo Ferrari? Quali sono le tue origini e qual è stato il tuo percorso di formazione?

Sono un imprenditore e un designer lombardo, originario del distretto della Brianza, area rinomata per la presenza sul territorio di alcune aziende di arredamento di fama internazionale così come per i tanti artigiani le cui qualità sono riconosciute ovunque nel mondo. Cresciuto in questo contesto, mi sono laureato in disegno industriale al Politecnico di Milano nel 2004 e, dopo anni di apprendistato presso vari studi come interior designer, ho deciso di iniziare una nuova avventura professionale attraverso la creazione e il lancio di 959 Ninefivenine.

Quando e come nato il brand di eco-design 959 Ninefivenine? Come mai la scelta di questo nome?

Il brand è stato presentato ufficialmente a Pitti Immagine Uomo nel giugno del 2022, dove abbiamo lanciato la nostra prima collezione primavera/estate. Il 1959, a cui il nome del brand fa diretto riferimento, è l’anno in cui la casa automobilistica Volvo ha introdotto per la prima volta la cintura di sicurezza sul mercato automobilistico.

Che ruolo svolge la sostenibilità ambientale nell’ambito del progetto?

La sostenibilità ambientale è al centro del progetto, sicuramente si tratta di uno dei valori fondanti e presenti nel DNA di 959 Ninefivenine. Questa filosofia green si esprime in tutte le fasi del progetto: nella realizzazione, nella ricerca dei materiali e dei fornitori, nonché in quella dei produttori. 

Quali sono le cifre stilistico-distintive delle tue collezioni?

Ogni pezzo della collezione 959 Ninefivenine – accessori ed elementi di arredo – è integralmente Made in Italy: dopo un primo processo di lavaggio e igienizzazione, le cinture di sicurezza degli autodemolitori dismessi vengono divise secondo i differenti pattern e tagliate a mano, assemblate e cucite all’interno di laboratori professionali. L’approfondimento della ricerca eco-stilistica ha portato a introdurre per l’ultima collezione, oltre alle cinture di sicurezza, nuovi materiali eco-sostenibili. Accanto al Piñatex®, già utilizzato per la P/E, abbiamo impiegato nuovi tessuti di poliestere riciclati per ampliare l’orizzonte delle possibili varianti in un potenziale circolo infinito di riutilizzo. Per quanto riguarda invece il design, la collezione propone pezzi versatili, timeless e genderless. Il pattern iconico è rappresentato dal macro-logo proposto in all over.

La scorsa settimana a Firenze, in occasione di Pitti Uomo, hai presentato la collezione A/I 2023-24: Reinventing the Black. Quali sono gli elementi di continuità e quelli di innovazione rispetto alle passate stagioni?

La nuova collezione nasce dalla reinterpretazione della cintura di sicurezza che da dispositivo di protezione della persona si “reinventa” a protezione di un accessorio/oggetto di design. Tra gli elementi di innovazione sicuramente, come menzionato in precedenza, i nuovi materiali. Inoltre, la cintura da elemento funzionale (utilizzata inizialmente principalmente per tracolle e spallacci), nella nuova stagione, si trasforma in espressione estetica e viene utilizzata, per esempio, negli intrecci orizzontali e verticali, che diventano parte integrante delle attuali silhouette, naturalmente mosse e dalle texture sicuramente ancora più interessanti. 

Com’è l’uomo 959?

In un momento in cui la società è sempre più fluida, non so se abbia tanto significato parlare di un “uomo 959”. 959 Ninefivenine è di fatto una collezione genderless, anche se le linee – dovute anche al riutilizzo delle cinture di sicurezza, elementi di per sé rigorosi – potrebbero sembrare “maschili”. Pattern, close up, ricami e una palette cromatica inusuale ingentiliscono le silhouette di una collezione incentrata su un design solo apparentemente clean e rigoroso. 

Chi è Paolo nella vita privata? Interessi e passioni nel tempo libero?

Sostenibilità ambientale e sociale sono da sempre fondamentali per me tanto da avermi motivato a lanciare un progetto come 959 Ninefivenine che rappresenta alla perfezione quella che per me è una filosofia di vita. Non ci può essere attenzione per l’ambiente che prescinda da quella per le persone e viceversa.  La progettazione è la mia altra grande passione. Indagare un processo produttivo che coniughi alla perfezione funzionalità ed estetica per me è sempre sfidante.

Progetti e sogni per il futuro?

Sicuramente lavorare per far crescere il marchio e per farlo diventare un brand di riferimento nel mondo della sostenibilità.

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